BÈBIGHÈNG – I figli degli altri

BÈBIGHÈNG – I figli degli altri

Circolo Pro Parma – Via E. Ghirarduzzi, 2 – Moletolo, PARMA

Sarà possibile visitare gratuitamente la mostra dal 1° luglio al 31 agosto 2022, negli orari di apertura del circolo (tutti i giorni dalle 10:00 alle 22:00)

L’esposizione artistica del Festival della Parola di quest’anno avrà come titolo BÈBIGHÈNG – i figli degli altri e verterà su un argomento di estrema attualità: il fenomeno del bullismo e della microcriminalità sempre più diffusa nelle nostre città, legata al disagio giovanile. Protagonisti dei disegni testuali Gianluca Foglia, in arte Fogliazza, sono ragazzi dall’incerto futuro, che sembrano senza guida, senza educazione: popolano, in gruppo, le strade di Parma e di tantissime altre città del nostro Stivale, macchiandosi, a volte, di azioni disdicevoli, violente, da stigmatizzare. E non sembrano provare alcuna emozione, quando le compiono.

Fogliazza, isolandoli dal branco, dà loro voce, senza sconti né pregiudizi, regalando uno spazio d’espressione che nella realtà viene loro negato. Ma sono solo loro gli unici colpevoli delle loro azioni? Siamo certi di non avere nulla da imputarci? Noi che ci limitiamo superficialmente a giudicarli, ad etichettarli, attenti a non profondere il benché minimo sforzo per provare a comprendere le ragioni del loro disagio, della loro rabbia?

Affidare l’esclusiva della parola ai benpensanti, ai conformisti dalla pancia piena, è sì accomodante, ma castra sul nascere i presupposti del dialogo, che si realizza solo quando viene assicurata a tutti la medesima possibilità di espressione.

Di seguito il pensiero di Fogliazza:

Penso che chiamarle baby gang sia un po’ come dire baby squillo quando il problema sono i pedofili, come dire che la colpa è dei pusher e non di chi acquista la droga. Catalogare il fenomeno come disagio giovanile somiglia a un alibi: disagio adulto suona male? Forse questi giovani sono venuti al mondo a nostra insaputa? Di certo abbiamo smesso di conoscerli; per questo, sapere chi sono è più urgente di cosa fare: se prima non li conosciamo, possiamo solo girare attorno alle nostre tavole rotonde. Ho immaginato il loro punto di vista, disegnato le loro parole; questi giovani si rivolgono a noi adulti e forse sarebbe più corretto attribuire le loro colpe alla nostra assenza. Ho realizzato queste opere non perché so cosa pensano, ma perché, come genitore, sono cosciente del fatto che la responsabilità non è solo la loro”.

FUORI FESTIVAL
Note e parole si incontrano: appuntamenti in provincia di Parma
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